Il primo semestre targato 2020 si è chiuso con un aumento dei depositi di circa 51 mld di euro, in particolar modo i salvadanai tra i 12 mila e 50 mila euro. Tendenzialmente è un modo di gestione del risparmio, che gli italiani, dopo la fine dei cari e gentili tassi di interessi bancari e postali, stanno attuando in mancanza di alternativi pasti gratis in circolazione e della scarsa fiducia negli istituti bancari.
Avere tutta questa liquidità in pancia è veramente dannosa perché ci sono dei costi da analizzare e approfondire come l’imposta di bollo per le giacenze superiori ai 5000 euro, ma soprattutto la diminuzione del potere d’acquisto nel tempo, chiamasi l’inflazione, che deteriora il nostro patrimonio.
Il troppo risparmio non è assolutamente un bene se non viene utilizzato per essere speso o investito per esigenze future, per questo, aspettando nuove manovre politiche, qualche pensiero riguardo una patrimoniale sulla liquidità parcheggiata sul conto corrente, è lecito farsela.